L’ALBERO DI NATALE PIU’ GRANDE DEL MONDO

Ce l’abbiamo Noi, proprio così. Si trova in Umbria, proprio dietro Gubbio, in quella città di pazzi scatenati. Gubbio sorge alle pendici del Mone Ingino, montagnola dedicata a S.Ubaldo il Santo Patrono della città. In cima alla montagna soge in fatti la chiesa di S.Ubaldo proprio quella dove in CERI vanno a riposare tutto l’anno in attesa della corsa, il 15 Maggio. Se la Corsa dei Ceri ; ceroni alti 5-6 metri di legno che pesano una decina di quintali, portati a spalla dai ceraioli che correndo partono dalla piazza inferiore, passano in mezzo agli stretti vicoli della città medioevale, il tutto, naturalmente, in una corsa che forsennata è dire poco, questi pazzi scatenti, come un fiume che tira al contrario iniziano nll’ultimo tratto a salire per la ripidissima salita ( credo 3-4 kiolometri abbondanti,) che porta alla chiesa, anche questa dedicata al Santo Patrono in cima alla montagna. Qui in fila rispettosissima ( in effetti non è una corsa a chi arriva primo ma una corsa a chi arriva meglio senza sbandare o, peggio, cadere essendo una decina di quintali sulle spale di 15 ceraioli a turno con il cambio che si danno di corsa) con in testa S.Ubaldo, poi gli altri 2 che corrispondono ai rispettivi quartieri della città. Qui i ceri vengono ’smontati’, in quanto il catafalco tutto insieme non c’entrerebbe così com’è preparato per la corsa, e i ceri con le statue dei santi, che ornano la cima dei ceri stessi riposeranno alla vista attenta dei fedeli tutto l’anno finchè, finalmente, l’anno dopo, riprenderanno la loro folle corsa. In tutta questa tradizione , solo chi è stato fisicamente presente può capire che significano i ‘Ceri di Gubbio’, io nemmeno ci provo a descrivere le sensazioni che si provano, ahimè non sono così bravo; si inserisce, nel 1981 un altra pazzia tipicamente egubina: la costruzione dell’albero di Natale più grande del mondo che, a sua volta , proprio come la corsa dei ceri è una rievocazione della morte del Santo Patrono così sio vuole onorare addirittura il MONTE INGINO, poonendolo come una tavolozza su cui dipingere quella che di sicuro non è una tradizione Umbra, l’albero di Natale, proprio così potrà sembrare una cosa un pochino blasfema, ma non lo è, la terra di S.Francesco, l’inventore del moderno presepe ospita una tipica tradizione dei paesi dell’estremo Nord. La base è la città stessa, l’altezza, quasi tutto il monte così alla fine si avrà di circa 650 metri per una larghezza di 300 con una sella che, vedrete da Voi di che dimensioni è… Roba da Gubini, anzi, da matti!!!Gubbio's Tree

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